Un Tempio sullo Scoglietto more

Co-authored with Mario Cygielman, Elena Chirico, Matteo Colombini

Bimestrale-Poste Italiane spa-Sped. A. P.-D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46), art 1,comma 1 DCB-CI-H-Anno XXIX - N. 140 - Marzo/Aprile 2010 - € 5,50 - ISSN 0392-9426 - CM. X0140W ARCHEOLOGIAVIVA Croazia splendori di Narona Peru la sacerdotessa bambina Palermo risorge Castello a Mare Capolavori le ore della donna greca Egitto le tombe "sospese" Maremma tempio romano all'Uccellina UN TEMPIO SULLO SCOGLIETTO DENTRO LO SCAVO In Toscana fra la folta vegetazione del Parco delta Maremma sulla cima deH'antico promontorio dello Scoglietto ai cui piedi correvano un tempo le spiagge del Tirreno sono tornate in luce le strutture di un santuario di eta romana Testi di Mario Cygielman Elena Chirico Matteo Colombini Alessandro Sebastiani Foto di Elena Chirico Matteo Colombini Alessandro Sebastiani Azienda Regionale Agricola di Alberese e Ente Parco della Maremma COSTA ANTICA II promontorio dello Scoglietto iiel Parco regionale della Maremma. In eta romana il mare lambiva l'allura prima che i deposili alluvionali allontanassero di qualchc chilometro la linca di costa. Sullo sfondo sono i monti dell'llccellina e, sulla destra, I'Argentario. La freccia indica I'area in cui sorgeva il tempio, le cui strutture vediamo nell'altra foto aerea. Ladedica in marmoa Diana Ombronenseda parte di un ser\'o della famiglia degli Haterii, una riccagens romana che aveva fatto fortuna con appalti di opere pubbliche, recuperata dalle guardie del Parco regionale della Maremma sullo Scoglietto (l'altu- ra con aii terminano a nord i mon- ti deirLlccellina, un promontorio sul mare in eta romana) e databi- le ai primi anni dell'impero (ini- zi I sec. d.C), consigliava ricerche approfondite che si sono poiute svolgere solo di recente grazie a sponsor locali e ad alcuni archeo- logi che hanno messo a disposi- zione la loro opera riportando in luceun'antica area templare. II ter- ritorio del I'arco della Maremma e stato frequentato dalla preisto- ria (con il popolamento di varie grotte, come quelle di Fabbrica, di Spaccasasso, di Golinoedellostes- n i iglieuo) all'eta romana (ve- i: le ville aistiche di Montesanto - dellel;rasche),finoall'altoebas- udioevo, che ha nella splen- • abbazia di San Rabano il piu *:enificativo esempio architetto- della zona. Gli studi sulla li- -ca di costa ci dicono che proprio •• 'iin il promontorio dello Sco- c.:ono baiteva il mare, e che il flu- me Ombrone, il principale corso .qua della Maremma toscana, stociava non lontano, mentre ora la costa tirrenica si e spostaia di juattro chilometri, ai limiti di jn'ampia fascia di seditnenti allu- . lonali. Sicuramente, eal tranquil- io approdo offerio dall'antica fo- re deW'Umbro flumen che il poeia iaiino Ruiilio Namaziano si riferi- sce nel suo poema De reditu suo, 'II ritorno', menireveleggiava verso la Provenza per verificare i danni pro- oirati ai suoi possedimenti in Gal- lia dall'invasione dei Visigoti, do- po i iragici eventi che solo cinque anni prima, nel 410 d.C., avevano \ isio la siessa Roma saccheggiaia da Alarico. II lerritorio compreso nell'auuale I'arco della Maremma non ha avulo occupazioni mo- derne e questo ha conseiuito di datare I'area templare dello Sco- glieito, grazie a una sicura se- quenza straligrafica, tra III e IVsec. Una zona di intensi Iraffici COStieri. Dunque, la prima cam- pagna di scavo ha messo in luce una strutiura templare costruita probabilmente agli inizi del III sec. d.C. I.e indagini interessano un settore del pianoro in cima al- io Scoglietto, con lo spazio rac- chiuso dal temenos, il recinto del- l'aiuica area sacra. AI centro era si- alcune con dediche in latino egre- co a Dioniso e a divinita marine, e un indicatore dei traffici com- merciali legati alia citta e all'en- troterra di Roselle (distante una ventina di chilometri). I.o scavo ha restituito anche una cinquantina di monete databili tra II e V sec. d.C., per lo piii antoniniani", mol- li dei quali coniati al tempo di nelle due loto sotto II. SANTUARIO I resti del tempio individuato sullo Scogliclto dalabili al III IV sec. d.C. e ricostruzione dell'cdiflcio: misurava undid metri e mezzo per sei e mezzo, racchiuso da muri rivestiti con marmo locale e daU'Kgitto. (Ric. 3D di Marco lnnoceuti) d.C. II sito sub'i poi un abbando- no verso la fine del Vsecolo, quan- do riscontriamo che una capanna s'imposta in una parte della strut- tura pertuita la prima meta del se- colo successivo. Mancano ancora dati certi per ipotizzare a chi fos- se dedicato il tempio, se alia Dia- na deU'iscrizione o a un'altra di- vinita e se, soprattutto, si sia di frontea un'unica staittura o la col- lina riservi occupazioni santuariali piu ampie. Mario Cygielman tuato il podio del tempio, con ac- cesso sul lato settentrionale, pre- ceduto da una piccola piazza pa- vimentata in opus spicatum*. I.a struttura misura undici metri e mezzo per sei e mezzo, racchiusa da muri in opus testaceum' rive- stiti con marmo locale e dal- I'Egitto. il tempio presentava una pianta compatta e senza aperture secondarie, simile alle chiese pa- leocristiane che sorgeranno di 11 a poco. II gran numero di-lucerne, I'robo (276-282) e di altri impe- ratori del 111 secolo, insieme a quattro sesterzi *. Questa concen- trazione di monete pud essere le- gata agli scambi commerciali che coinvolgevano il santuario sullo Scoglietto, ma non si esclude che si tratti di un tesoretto, come si e riscontrato nel santuario di Liber Pater* a Cosa, la citta romana che piu a sud occupava la sommita del promontorio di Ansedonia. Matteo Colombini sopra n sinistra SO ITO II. PODIO Archeologi al lavoro durante la messa in luce del vespaio (isolamento contro I'umidita) del podio del tempio. Le lecniche costruttive mcsse in atto sullo Scoglietto rispondono al meglio deU'artc edilicatoria romana. I mlk' duefoto sono a destra RI.STI IN LUCE Parlicolari dcgli dementi marmorei della decorazione rinvenuti nei livelli di crollo e mi scttore della piazzetta in opus spicalum riportata in luce davanti al tempio dello Scoglietlo. MONETE NEI TEMPIO Due fra le decine di inonete romane rinvenutc nello scavo del lempio dello Scoglietto: sesterzio di Commodo con Libertas sul retro (178 d.C, zeccadiRoma) e antoniniano di Probo (279 d.C.) celebrante la vittoria sui Cermani. Inveslimenli fondiari in mo- menti ili crisi. Ladatazione fra III e IVsecolo della struttura tem- pi,uv dello Scoglietto e in linea con le tendenze insediative nella bassa Maremma durante la media e tarda eta romana imperiale. Nel- lo stesso periodo a Cosa, I'odier- na Ansedonia, si costruiscono il tempio di Liber Pater eun mitreo, si restaurs la curia, sede del sena- to dttadino, mentre granai e pic- cole botteghe testimoniano fi- nalmente una lenta ripresa della citta dopo il lungo declino segui- to all'80 d.C, quando si verified una forte decadenza della colonia come riflesso di una crescente cri- si economica in tutto I'impero. Ricognizioni di superficie atte- stano una ripresa urbana anche a Heba (Magliano in Toscana - Gr) proprio nel corso del III secolo. A Rusellae, I'antica citta etrusca e ro- mana pochi chilometri a nord di Grosseto, gli scavi condotti a par- tire dal 1985 lungo il decumano massimo, I'asse viario principale, e in prossimita delle mura, han- no riportato in luce i resti di un importante edificio termale a pianta rettangolare, costruito in opus testaceum (come il tempio dello Scoglietto). Le terme sono state datate tra il 366 e il 370 gra- zie al rinvenimento di un'epigra- fe con iscrizione inaugurale del- I'impianto, fatto erigere da Beti- tio Perpetuo Arzygio, rector (go- vernatore) di Tuscia el Umbria. Se poi ci spostiamo nel Senese, in val d'lilsa, le recenti indagini in lo- cality Aiano-Torraccia di Chiusi (vedi: AV n. 136) mostrano un lervore edilizio concretizzatosi nella realizzazione di una monu- mentale villa d'otium, probabil- mente associata a una pars rusti- ca, edificata tra fine III e inizi IV secolo. Sara importante capirechi fece edificare il tempio sullo Sco- glietto. A Cosa gli interventi die abbiamovisto nel III secolo sono ancora ascrivibili a un'autorita pubblica di chiaro stampo impe- riale, mentre quelli a Roselle o a Torraccia di Chiusi sono com- missionati da un'aristocrazia lo- cale. L; soprattutto l'esempio del- le terme di Rusellae a configurar- si come un parallelo diretlo, sia per il carattere pubblico dell'edi- ficio, sia per le somiglianze tec- niche (opus wsiaceum) tra i due monumenti. Se da un lato, quin- di, si puo ipotizzare una coslru- zione privata per il santuario, for- se da parte di un aristocratico o membro dell'amministrazione imperiale, al fine di valorizzare un insediamento strategico lun- go la via di costa, ben col legato alia vicina Amelia Vetus/Aemilia Scauri, una delle piu importanti strade dell'impero, dall'altra una sicura chiave di lettura sulla com- mittenza sara data dal riconosci- mento della dedica e funzione nel quadro economico del santuario, che al momento rimangono sco- nosciute. Alessandro Sebastiani -* a p. 50 UN'AZIENDA NEL CUORE DEL PARCO Fra nature e irnprendiforia biologica. All'interno del Par- co regionale dello Maremma svolge la propria attivita I'Azienda Regionale Agricola di Alberese. Si Iratta di una delle piu grandi aziende agricole italiane in area proteHa, estesa su quasi cinquemila ettari (il quaranta per cento del Parco). Pinete, boschi, macchia mediter- ranea, dune, pascoli e coltivi sono I'ambiente dove ope- ra I'Azienda attraverso I'agricoltura e 1'allevamentocon metodi biologici. II bestiame (mandrie di vacche e ca- valli maremmani) viene allevato alio stato brado e go- vernato da butteri*. L'Azienda agricola di Alberese offre anche soggiorni in agriturismi o all'interno della Villa Fat- toria Granducale. Presso I'Azienda e possibile seguire al- cune operazioni zootecniche effettuando escursioni di lavoro a cavallo con i butteri. Info: www.alberese.com CAVA1.U DOC. Un buttero guida una mandria di cavalli bradi all'interno dell'Azienda agricola di Alberese PROGETTO ALBERESE La foce dell'Ombrone in eta romana. L'area di Alberese, con il territorio del Parco naturale della Maremma e il suo entroterra, rappresen- ta da sempre I'oggetto di ricerche archeologi- che, volte per lo piu alia riscoperta delle testi- monianze preistoriche nelle grotte, insieme a scavi sulle ville rustiche romane e, owiamente, al monumentale complesso benedettino di San Rabano. In questo quadro si articola il Praget- to Archeologico Alberese, teso a comprende re le dinamiche insediative e commercial! de l'area alia foce del fiume Ombrone, tra il pe riodo della romanizzazione e la tarda antich ta. I siti scelti sono l'area templare dello Sco- glietto e i resti di un probabile ponte romano in localita Lo Spolverino. Alessandro Sebastian! Info: www.progettoalberese.ii qui 11 Into e a sinistra SIGILLATA F. VF.TRO Frammenlo con volto umano di una delle molte lucerne in terra sigillata africana {1V-V sec. d.C.) rinvenute nello scavo del tempio. Testimonia il circuito commerciale a vasto raggio in cui era inserito il santuario sullo Scoglietto. Vediamo anche un frammento di calice in vetro in fase di scavo nei livelli di abbandono del tempio (IV sec. d.C.) *NON TUTTI ! Antoniniano. Moneta d'uso comune nell'impero romano, nota anche co- me doppio denario (valore di due denari), introdotta da Caracalla (211- 217). Le prime coniature erano in argento, ma presto una componente sempre maggiore di bronzo e rame ne costitui la lega. Rimase in uso si- no alia riforma monetaria di fine secolo voluta da Diocleziano. Buttero. Tradizionale pastore a cavallo della Maremma toscana, dell'Agro pontino e in generale della Campagna romana. Compito primario e cu- stodire le mandrie, farle pascolare e radunarle, sempre a cavallo. Ad Al- berese (Grosseto) il 1 maggio e il 15 agosto sono rievocate le attivita ti- piche dei butteri. Dal greco boutoros, "colui che pungola i buoi". Liber Pater. Ricordato nel De natura deorum di Cicerone (II, 62), dio del- la fecondita, del vino e dei vizi. Introdotto a seguito della repressione dei culti di Bacco (1 86 a.C), era solennemente celebrato durante i Liberalia (giorni successivi al 17 marzo). Obolo di Caronte. Moneta posta solitamente sotto la lingua o sugli occhi del defunto, che consentiva all'anima di pagare Caronte, il tragheltatore dei morti, per arrivare sull'altra riva dell'Acheronte. Era usanza - fino ai giorni nostri - introdurre queste monele nelle sepolture a evilare che I'ani- ma del caro estinto vagasse senza pace. Opus spicatum. Tecnica romana utilizzata per le pavimentazioni. Piccoli iaterizi parallelepiped! erano disposti di taglio a spina di pesce con in- INNO CHE... clinazione di 45 gradi. Opus testaceum. Tecnica edilizia romana che utilizza Iaterizi rettango- lari o triangolari. I lati lunghi formano i limiti delle murature all'interno delle quali si trova il "sacco" formato da pietre di piccole e medie di- mensioni, legate da calce o malta. Nel caso dello Scoglietto si puo par- lare di lorica testacea owero dell'utilizzo di mattoni per lo piu interi a ri- vestimento della muratura in cementizio. Pise. Antica tecnica edilizia in materiali deperibili usata fino all'alto me- dioevo. Su basamenti di pietre si disponevano casseformi e si riempiva- no di argilla umida. Puo presentare intelaiature interne in pali lignei, men- tre talvolta all'argilla erano aggiunte paglia tritata o erba secca. Sesterzio. Moneta in uso durante I'eta romana repubblica e poi in eta imperiale. A un valore iniziale di due assi e mezzo nel periodo repub- blicano segui un valore nominale di quattro assi durante I'impero a cau- sa dell'inflazione. Sigillata (ceramica). Caratterizzata da una sottile patina argillosa o in- gobbio di colore rosso che riveste le superfici. La produzione piu nota e Yltalica, con Arretium (Arezzo) che presentava i maggiori atelier. A par- tire dal I sec. d.C. anche I'Africa maghrebina inizio a produrre sigillata detta Africana, che soppiantera Yltalica. Sigillata, per le piccole figure a rilievo [sigilla] ricavate a matrice. 53 ► NEL PARCO DELIA MAREMMA L'aspefto antico di una regionc. II Parco regionale della Maremma, isti- tuito nel 1975, e la perla del sislema naturalistico della provincia di Grosseto e un fiore all'occhiello della lutela ambienlale in Toscana. E siluato nel lerritorio dei comuni di Grosseto, Magliono in Toscana e Or- betello. Si estende dalla foce dell'Ombrone fino a Talamone, lungo una fascia cosliera di venticinque chilometri che comprende la catena col- linare dell'Uccellina (altezza massima 417 metri a Poggio Lecci) inte- ramente coperta di boschi e macchia mediterranea e dove si trovano i resti monumentali della abbazia medievale S. Rabano (nota un tem- po come monastero di S. Maria Alborense). I monti dell'Uccellina de- gradano verso il mare con spiagge e scogliere, paludi, pinete, campi coltivati e pascoli. All'interno deil'area proletta, oltre alle intafle for- mazioni dunali, si conservano le peculiarita geomorfologiche, botani- che e faunistiche che connotano la Maremma. La sede del Parco e ad Alberese (Grosseto). Info: www.parco-maremma.il Un nuovo tipo di insedia- mento: capannesul tempio. A partite dal V secolo, sullo scorcio finale deH'impero romano d'Oc- cidenie, l'area dello Scoglietio, con il tempio ormai ridotto a rudere, fu riadattata per un modesto vil- laggio. Una primacapanna in ma- terial] deperibili (legno, argilla e paglia lavorati con la tecnica del pi- se") fu realizzata nello spazio del- I'edificio sacro asportando il ve- spaio della pavimentazione e di- struggendo uno dei muri perime- trali. La capanna, a pianta circola- re, era costituita da un unico am- bientecon all'interno una fossa se- minterrata. Lo scavo di quest'ulti- ma ha restituito ceramicheda fuo- co e frammenti di lucerne in sigil- lata" africana databili tra V e meta VI secolo, mentre ossa di animali testimoniano i pasti consumad. Ma altre tracce fanno pensare a un in- sediamento minimamente orga- nizzato: come un muro in tecnica mista (basamento con pietre lega- te da terra e alzato in argilla) sco- perto all'entrata della capanna, al- cune buche di palo interpretabili come resti di una palizzata di di- fesa, nonche i resti di una viabili- ta interna, realizzata con frammen- ti di laterizi e tegole misti ad argil- la probabilmente di risulta dai crol- li parziali del tempio. I.'abitato sul- lo Scoglietto sembra essere stato abbandonato a causa di un incen- dio: l'edificio in pise ando distrut- to e gli elevati in argilla collassa- rono all'interno della fossa semi- scavata, sigillandone il contenuto. Una sepoltura lungo un muro pe- rimetrale del tempio potrebbe es- sere associabile all'abitato: l'inu- mazione si collocava sopra ai pri- mi livelli di crollo ed era coperta dalle macerie ultime della Struttu- ra templare. La presenza tra le gam- be dello scheletro di una moneta, probabilmente utilizzata come obolo di Caronte *, dell'imperato- re Delmazio datata tra il 335 e il 336 non deve trarci in inganno poicheleemissioni monetali di IV secolo presentano una lunga con- tinuita d'uso. Ma e altres'i possibi- le che la sepoltura possa collocar- si in una fase intermedia tra la di- struzione del tempio e il successi- ve installarsi dell'abitato in capan- ne: le future indagini permette- ranno di comprendere meglio que- sta situazione anche grazie alio stu- dio della ceramica. Elena Chirico Chi sono gli autori: /:'. Chirico, dotioran- da in Archeologia medievale presso I'Uni- versita di Siena; M. Colombini, archeologo classico laureato all'Universitadi Siena; M. Cy$ielnum, archeologo diretlorecoordina- tore della Soprimendenza per i Beni Ar- clieologici della Toscana; A. Selnisiuini. dot- lore di ricerca in Archeologia medievale, Gli autori ringraziano la Fondazione Mon- te dei Paschi di Siena, (Juercia Energia s.r.l., Roselle Costmzioni s.r.l., Vibralcementi s.r.l., Alberto Mannucci e Moreno Menca- gli per aver finanziato le attivita di ricerca del primoanno alio Scoglietto, Unsenti- to ringraziamento anche all'Azienda Ke- gionaleAgricola di Alberese eaU'Ente Par- co Regionale della Maremma, assieme al- ia I'rolocoAlborensis, IcCuardiedel Par- Co e al team di scavo, di rilievo e di studio reperti. MARE 1)1 I'INI La pincta granducale all'interno del Parco della Maremma vista dalla torrc di Collelungo. Sullo sfondo e il promontorio dello Scoglietto. La pincta occupa una vasla superficie occupata dal mare ancora in eta romana. qui ii Into e it destm ALI.A FINE DELL'IMPERO Vista aerea della capanna circolarc realizzata nel corso del V sec. d.C. scavando il pavimcnto del tempio dello Scoglietto e dislruggcndo un muro pcrimetrale dell'antico edificio di culto. Lungo il pcrimetrale occidentalc <• stata ritrovata una sepoltura forsc rifcribile al piccolo villaggio che fino alia meta del VI secolo occupo l'area del santuario. 54
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